un libro per l’estate dei panottici (Sorveglianza & Società)

Dopo una lunga assenza – dovuta prima alla preparazione di vari esami e dopo a qualche giorno di svuotamento di cervello – voglio consigliarvi un piccolo libro per l’estate (ma nemmeno in estate ti leggi un romanzo, direte…) sulle tematiche della sorveglianza.

Il libro si chiama “Sorveglianza e Società”, è curato da Davide Calenda e Chiara Fonio e contiene saggi scritti dai cinque ricercatori appartenenti al Gruppo Italiano di Studi sulla Sorveglianza più un contributo di David Lyon.

Lo consiglio soprattutto a chi si vuol fare un’idea sui vari aspetti che sono insiti nel concetto di sorveglianza – dalle definizioni teoriche ai casi pratici – ed è la stessa struttura dei saggi che rispecchia questa volontà di andare dall’universale al particolare.

Voglio darvi alcuni input, sperando che i passaggi che hanno interessato di più me possano essere uno stimolo anche per voi.

La sorveglianza è definita come l’attenzione specifica e sistematica ai dettagli personali per finalità di potere, management, protezione e controllo. Questa è antica come il mondo, la modernità l’ha routinizzata e sistematizzata, caratteristiche che la rendono sempre più pervasiva nella nostra vita quotidiana.

La sorveglianza è questione di visibilità, non solo nel senso di quello che si vede ma di quello che è rilevante, è questione di inclusione ed esclusione. La distribuzione sociale della visibilità dà potere o controlla; è la direzione dello sguardo che crea i rapporti di forza nella società.

Anche per questo la sua caratteristica è l’ambiguità.

L’ambiguità sta nel controllare e proteggere, nel dare opportunità e nel tarpare le ali. E’ una caratteristica di ogni strumento quella di non essere nè buono nè cattivo di per sè, e anche la tecnologia della sorveglianza risente di questa dualità che ritroviamo nei singoli temi trattati nei saggi.

Nel mondo online, nel divertente universo dei social network che ci danno la possibilità di comunicare ed esprimerci ma contemporaneamente ci rendono numeri, profili e dati da vendere agli inserzionisti.

Nella personalizzazione su internet, che incrementa l’utilità delle risorse di rete per l’utente imparando dalle sue azioni passate. Porta a più libertà di scelta o ci fa correre su binari già tracciati?

Nelle politiche di sicurezza europee in generale, è sempre vero che “sorveglianza + controllo = sicurezza” ?

E nella videosorveglianza in particolare, ci sentiamo più sicuri perchè abbiamo le telecamere o queste ci indicano un luogo poco sicuro da marginalizzare? E chi sta dietro l’occhio di vetro, ci giudica tutti uguali o agisce in base a pregiudizi culturali?

Insomma, se tutto questo vi dà da pensare (anche se è Luglio), è il momento di leggervi questo librino. Se poi ne uscirete con più dubbi e meno certezze, vorrà dire che il terreno è fertile per piantare anche dell’altro… 🙂

Buone vacanze!

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~ di panopticalsociety su luglio 20, 2010.

Una Risposta to “un libro per l’estate dei panottici (Sorveglianza & Società)”

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