Sorvegliare & Punire: Foucault e la Cronaca Nera

Ho finalmente finito di leggere Sorvegliare e punire – La nascita della prigione di Michel Foucault. E’ un libro che sinceramente consiglio a tutti (soprattutto alle giovani studentesse-lavoratrici che vorrebbero diventare un giorno direttrici di prigione…).

Vi voglio lasciare un passo di questo libro che mi ha particolarmente colpita, un passo sulla funzione della cronaca nera.

“(…) A tutto ciò si accompagnava una vasta campagna per imporre alla percezione che il pubblico aveva dei delinquenti un quadro ben determinato: presentarli come vicinissimi, presenti ovunque e ovunque temibili. E’ la funzione della cronaca nera che invade una parte della stampa e comincia ad avere dei giornali propri. La cronaca nera, con la sua abbondanza quotidiana, rende accettabile l’insieme dei controlli guidiziari e di polizia che rastrellano la città; racconta giorno per giorno una sorta di battaglia interna contro un nemico senza volto e, in questa guerra, costituisce il bollettino quotidiano di allarme o di vittoria. (…)”

La prigione fabbrica il delinquente, lo fabbrica per servirsene ed integrarlo nello stesso sistema guidiziario e poliziesco come manovalanza, lo fabbrica per coprire un tipo di illegalismo diverso dalla delinquenza: l’illegalismo borghese.

E per questo deve ricondurlo ad una certa classe sociale, ma senza permettere che il delinquente venga eroicizzato o anche solo apprezzato dallo strato più basso della società. Se questo lo facesse, il potere disciplinare crollerebbe. Così il delinquente fa sì parte di quella classe, guistificando i controlli su di essa, ma ne è anche estraneo.

“Il romanzo nero (…) assume un ruolo apparentemente inverso. Ha soprattutto la funzione di mostrare che il delinquente appartiene ad un mondo completamente diverso, senza rapporti con l’esistenza quotidiana e familiare. (…) La cronaca nera e la letteratura poliziesca hanno prodotta da più di un secolo una massa smisuarata di “racconti del crimine”, nei quali la delinquenza appare come vicinissima e nello stesso tempo estranea, perpetuamente minacciosa e incomobente sulla vita quotidiana, ma estremamente lontana nella sua origine e nei suoi moventi, l’ambiente in cui si svolge quotidiano ed esotico insieme.”

Una pietra miliare.

(Michel Foucault, Sorvegliare e punire – La nascita della prigione, pag. 316)

 

 

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~ di panopticalsociety su novembre 23, 2010.

Una Risposta to “Sorvegliare & Punire: Foucault e la Cronaca Nera”

  1. che onore…giuro che appena avrò tempo(malattie della dipendente permettendo)lo leggerò…direttrice di prigione non sarebbe male…pensaci…

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