what are you looking at?

La prima impressione che si può avere leggendo nel titolo di un blog una frase come “società della sorveglianza” è quella di trovarsi in un sito per cospirazionisti, ufologi o persone afflitte da manie di persecuzione.
Questo blog non rappresenta nessuna delle tre categorie.
E allora, cos’è il Panopticon? E perché società della sorveglianza?

Il Panopticon è un prototipo di carcere ideale progettato nel 1791 da Jeremy Bentham il cui principio di funzionamento è proprio la sorveglianza.
In questo edificio un solo sorvegliante posto al centro -grazie alla forma circolare del carcere, alle pareti trasparenti delle celle e all’isolamento tra i carcerati- avrebbe potuto controllare tutti i detenuti.
Ma il punto fondamentale è che i carcerati, non potendo vedere il sorvegliante e quindi non potendo sapere quando questi li stesse osservando, avrebbero mantenuto un atteggiamento disciplinato in ogni momento.
Il concetto del Panopticon è stato ripreso in tempi recenti da Michel Foucault , che ne ha fatto il paradigma della condizione dell’uomo contemporaneo nei confronti del potere.
La società per Foucault è “società disciplinare”, nella quale al controllo tramite la violenza fisica si è sostituita la disciplina indotta dal controllo pervasivo delle istituzioni sull’uomo.

Disciplina che, proprio come nel Panopticon, è interiorizzata e non ha più bisogno di coercizione.

Il concetto di società della sorveglianza diventa ancora più interessante se lo si applica alla società avanzata e alle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione.
Diventa centrale in questa società il controllo dei dati, e di conseguenza emergono i problemi della privacy.
Ogni nostra transazione tramite carta di credito può essere tracciata, ogni nostro movimento teoricamente registrato da videocamere a circuito chiuso, ogni sito che visitiamo schedato.

Quello che voglio proporre in questo blog è una riflessione sul tema “nuove tecnologie, nuovi media, sorveglianza elettronica e privacy”.
Raccoglierò e commenterò notizie, libri, film e quant’altro possa aiutare a comporre un mosaico (abbastanza) completo su questa “società della sorveglianza”.
E voglio farlo senza (s)cadere nell’allarmismo ma anche senza sottovalutare l’impatto che le nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione possono avere sulla nostra vita se programmate per “spiare”.

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2 Risposte to “what are you looking at?”

  1. Ciao, non so se ancora controlli il blog ogni tanto ho perché ho visto che non ci sono più interventi da luglio. Comunque volevo farti i complimenti, ci sono capitata per caso perché volevo informarmi sulle gated communities e vi ho trovato una fonte di ottime risorse per approfondimenti e spunti di riflessione! Sei in gamba, grazie per aver creato questo blog! 🙂

    • Ciao Anna… Il blog è ancora “controllato” 🙂 anche se non ci scrivo quasi più, purtroppo. Grazie per l’incoraggiamento, magari cercherò di trovare il tempo per aggiornarlo… A presto!

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